
Per condividere le fatture con il commercialista in modo ordinato non basta caricarle in una cartella cloud o inoltrarle quando arriva una scadenza. Nella contabilità e fatture in cloud serve un flusso condiviso: documenti completi, una regola per nominare e classificare i file, responsabilità chiare e verifiche a intervalli concordati.
La fatturazione elettronica rende disponibili dati strutturati e documenti, ma non sostituisce la lettura contabile. Chi emette la fattura resta responsabile della propria operazione; il commercialista può quindi lavorare meglio quando riceve anche il contesto necessario per registrazioni, riconciliazioni e controlli. L’obiettivo è evitare che una fattura esista nel sistema ma resti scollegata da pagamento, nota di credito, documento di acquisto o decisione amministrativa.
In sintesi
- Condividete le fatture elettroniche in un punto di raccolta definito, senza usare canali personali o duplicati non controllati.
- Affiancate ai file le informazioni che non emergono dalla fattura: centro di costo, commessa, pagamento previsto, nota di credito o documento collegato.
- Separate il caricamento dei documenti dalla loro registrazione contabile e dalla conservazione: sono attività diverse, con controlli diversi.
- Stabilite chi raccoglie, chi verifica, chi autorizza eventuali integrazioni e chi segnala le eccezioni al commercialista.
- Confrontate periodicamente fatture, estratti conto e prima nota per intercettare documenti mancanti o movimenti da chiarire prima delle scadenze.
Il punto di partenza: una fattura non è ancora una registrazione verificata
Un flusso ordinato parte dalla distinzione tra disponibilità del documento e dato contabile utilizzabile. Per le operazioni tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, il D.Lgs. 127/2015 stabilisce che “sono emesse esclusivamente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di Interscambio”. Il file transitato nel canale previsto è quindi un elemento essenziale del processo, ma non risponde da solo alle domande operative dello studio: il costo è inerente all’attività? È riferito al periodo corretto? Esiste un pagamento da riconciliare? È presente una rettifica?
Per questo la condivisione va organizzata per funzione, non per semplice accumulo. Una fattura emessa può richiedere il collegamento con incasso, contratto, ordine o nota di credito. Una fattura ricevuta può richiedere la verifica della competenza, del trattamento contabile da valutare e dell’eventuale documento di supporto. Il commercialista non dovrebbe dover ricostruire queste informazioni da messaggi sparsi.
Approfondisci la differenza tra archivio di fatture in cloud e contabilità governata: l’archivio rende reperibili i documenti, mentre il governo del processo assegna responsabilità, collegamenti e controlli.
Percorso diagnostico per condividere fatture e documenti con lo studio
Prima di modificare strumenti o abitudini, conviene osservare un ciclo amministrativo recente: dalla ricezione o emissione della fattura fino alla registrazione e alla riconciliazione. Questo percorso diagnostico consente di individuare il punto in cui il documento si ferma, si duplica o perde contesto.
- Verificare il punto di raccolta. Definite un’unica sede operativa per fatture elettroniche, documenti di acquisto, note di credito e allegati. Se una fattura arriva anche via e-mail, chiarite se l’e-mail è solo un avviso o se contiene un allegato utile da associare. Evitate di lasciare la stessa attività affidata contemporaneamente a e-mail, chat, desktop e cartelle non condivise.
- Verificare la completezza prima del passaggio allo studio. Per ogni documento raccogliete, quando pertinente, il riferimento a ordine o contratto, eventuale centro di costo o commessa, indicazione del pagamento e spiegazione di anomalie o rettifiche. Non è necessario trasformare ogni caricamento in una pratica complessa: l’informazione aggiuntiva serve solo quando consente di comprendere il fatto amministrativo.
- Verificare ruoli e tempi di risposta. Indicate una persona incaricata di segnalare documenti mancanti, una persona che può chiarire l’operazione e un referente per accessi e deleghe. Lo studio riceve così richieste e documenti attraverso un canale riconoscibile, senza dover dedurre chi possa confermare un dato.
- Verificare il raccordo con banca e prima nota. A intervalli concordati, confrontate le fatture condivise con gli estratti conto e con la prima nota disponibile. Le differenze non provano di per sé un errore: possono dipendere da tempi di incasso, pagamenti cumulativi, anticipi o documenti non ancora disponibili. Vanno però rese visibili e assegnate a chi può chiarirle.
Fatturazione elettronica, conservazione e condivisione: tre piani distinti
La fatturazione elettronica riguarda emissione, ricezione e dati trasmessi attraverso il Sistema di Interscambio. La legge consente di avvalersi di intermediari per la trasmissione, ma precisa che ciò avviene “ferme restando le responsabilità del soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio”. In pratica, delegare un passaggio operativo non trasferisce automaticamente la responsabilità sul contenuto dell’operazione.
La conservazione è un piano ulteriore. Il Codice dell’amministrazione digitale prevede che, quando la legge prescrive obblighi di conservazione anche per soggetti privati, il sistema assicuri per ciò che conserva caratteristiche di “autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità, reperibilità”. Caricare una copia in una cartella condivisa può essere utile per il lavoro quotidiano, ma non è una dichiarazione sufficiente sulla corretta conservazione del documento.
Il terzo piano è la contabilità: qui entrano in gioco classificazione, registrazioni, prima nota, riconciliazioni e controlli sulle eccezioni. Tenerli distinti aiuta a formulare domande precise. Ad esempio: il file è disponibile? Il documento è correttamente conservato nel processo adottato? L’operazione è stata comunicata e trattata nel flusso contabile? La risposta può essere diversa per ciascun piano.
Quali documenti condividere oltre alle fatture
La documentazione va proporzionata all’operazione. Per il flusso ordinario sono utili fatture emesse e ricevute, note di credito, ricevute o documenti di pagamento ed estratti conto da riconciliare. Per operazioni che richiedono spiegazione, può essere opportuno aggiungere ordini, contratti, documenti di trasporto, corrispondenza essenziale o una breve nota interna che chiarisca la natura della spesa o del ricavo.
Non inviate indiscriminatamente archivi interi o informazioni personali non pertinenti. Nella prima richiesta allo studio indicate soltanto situazione, urgenza, periodo interessato e documenti già disponibili, usando il canale indicato dal form. Gli ulteriori documenti potranno essere richiesti in modo mirato dopo una prima lettura.
Le eccezioni da rendere subito visibili
Il valore della contabilità in cloud cresce quando le eccezioni non restano nascoste tra i documenti ordinari. Segnalate separatamente fatture con importi o descrizioni da chiarire, note di credito senza collegamento evidente, pagamenti che non trovano fattura, fatture ricevute senza documentazione di supporto e documenti riferiti a operazioni estere o non abituali. Non occorre anticipare una soluzione fiscale: occorre mettere lo studio nelle condizioni di ricostruire il fatto e valutare il trattamento appropriato.
Un errore frequente è attendere la chiusura del periodo per consegnare tutto insieme. Un altro è considerare “gestita” una fattura solo perché il file è stato caricato. È più efficace mantenere una breve lista di eccezioni aperte, con responsabile e stato del chiarimento, e chiuderla durante il controllo periodico.
Leggi anche come controllare periodicamente fatture elettroniche, registrazioni, scadenze e riconciliazioni per impostare un confronto ricorrente senza confondere controllo amministrativo e sola archiviazione.
Quando coinvolgere il commercialista
Coinvolgete lo studio quando il flusso non consente più di associare con sicurezza documenti, pagamenti e informazioni operative, oppure quando cambiano persone, accessi, strumenti o modalità di conservazione. È il momento di verificare chi fa cosa, quali documenti vengono richiesti e con quale frequenza effettuare i controlli, prima che il disordine si concentri in prossimità degli adempimenti.
Alessio Ferretti & Partners STP S.r.l., studio di commercialisti, può esaminare e gestire professionalmente il caso concreto per organizzare la condivisione di fatture elettroniche, documenti, registrazioni, riconciliazioni, accessi e controlli nel lavoro contabile in cloud. La valutazione parte dal flusso effettivo, non dalla sola scelta di un archivio o di uno strumento.
Organizzare fatture e contabilità in cloud
Se fatture, estratti conto e chiarimenti arrivano oggi in modo frammentato, sottoponi allo studio il periodo interessato, l’urgenza, i soggetti coinvolti e i documenti già disponibili. Una prima analisi può definire priorità di raccolta, responsabilità e verifiche da impostare, senza presumere che il cloud elimini controlli o responsabilità.


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